ARAP partner del progetto europeo ICARUS. Le istituzioni italiane e croate si uniscono per migliorare le soluzioni intermodali riguardanti il trasporto passeggeri

Sintesi Comunicato Stampa

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ll trasporto automobilistico rappresenta l’80% del trasporto terrestre nell’UE-28 ed è destinato a crescere, causando incidenti, congestione e inquinamento.

La lotta a questi problemi passa anche attraverso un miglioramento dei servizi di trasporto e un cambiamento nei comportamenti sia da parte degli utilizzatori finali che da parte degli operatori dei trasporti.

Per questo motivo ARAP e altre 9 istituzioni provenienti dall’Italia e dalla Croazia hanno aderito al progetto ICARUS, un’iniziativa finanziata dall’UE per migliorare i collegamenti di trasporto passeggeri intermodale e facilitare l’accessibilità sostenibile dalla costa all’entroterra al fine di promuovere stili di vita indipendenti dall’automobile.

Il progetto è stato lanciato ufficialmente con il kick off meeting del 27-28 marzo 2019 a Venezia, dove i partner hanno iniziato ad analizzare lo stato dell’arte con l’obiettivo di identificare le lacune e le esigenze dei territori e di coinvolgere le autorità e gli operatori di trasporto in sperimentazioni di nuovi servizi tesi a migliorare le connessioni multimodali nell’area.

Il progetto è finanziato nell’ambito del Programma CBC Interreg VA Italia-Croazia (http://www.italy-croatia.eu/) e promuove strategie per le connessioni intermodali nell’area Adriatico Ionica.

L’iniziativa mira ad attivare cambiamenti comportamentali nella mobilità, utilizzando la mobilità come servizio, un concetto che sposta le esigenze dei passeggeri dai mezzi di trasporto ai servizi di mobilità. Più in particolare, saranno attuati 8 progetti pilota e un caso studio incentrato sull’armonizzazione degli orari, sulla condivisione di mezzi nei nodi di trasporto, su soluzioni ICT per un flusso continuo di informazioni, su sistemi di pagamento multimodali intelligenti integrati e sulla pianificazione dinamica dei viaggi e servizi intermodali transfrontalieri.

Le attività saranno testate nelle regioni Emilia-Romagna, Abruzzo, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Primorsko-Goranska, Istarska, Sibensko-Kninska e Splitsko-Dalmatinska.